Felicità #7

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5 cose –piccole e sempre rigorosamente in ordine sparso- che rappresentano cosa per me è la felicità.

  • L’effetto arcobaleno che compare improvvisamente attraverso specchi o bicchieri
  • Rientrare in quel paio di jeans che non chiudevi da anni… ancora non ci sono riuscita ma mai dire mai!!!
  • Dormire in un letto con le lenzuola perfettamente stirate
  • Le colazioni al bar con Barbara mentre Nico è in vacanza
  • Una bottiglia di Fichimori freddissima

Ferragosto: come piace a me #8

Il Ferragosto nei miei ricordi è una grigliata al lago, in Peschiera tutti assieme. Una mandria di bambini prima e ragazzini poi felice di poter passare tutta la giornata lì. E’ uno spettacolo preparato per i grandi, un balletto sopra un palco di cemento ed una platea fatta di sdraio e spiaggine sull’erba. I miei Ferragosto da grande non portano con sé ricordi così nitidi, solo un generico senso di felicità dato dall’essere in vacanza tra amici. Perlopiù all’estero dove non è una ricorrenza che viene particolarmente celebrata. Se penso ad un pranzo di ferragosto comunque non posso non pensare ad un “al fresco”, cioè ad un pranzo all’aperto. Tra grigliate, picnic improvvisati ed il classico smistamento di ruoli: “io porto una torta salata”, “io una insalata di pasta”…
Questo 15 agosto 20015 ovunque voi siate portate qualcosa di insolito, come il mio gazpacho di barbabietola. E’ fresco, è ottimo, fa bene… ed è bellissimo! Potete prepararlo in vasetti di vetro monoporzione oppure servirlo in
una tazza da tea… o nella classica fondina, tanto vi farà comunque fare bella figura!

GAZPACHO1 GAZAPCHO2

Ingredienti

1 confezione di barbabietole sottovuoto
1 panino raffermo
2 cetrioli piccoli
½ cipolla rossa
sale
olio
aceto di mele
acqua

Come si fa

Per prima cosa metto il pane in acqua e 3 cucchiai di aceto di mele e lo lascio in ammollo per almeno 30’. Nel frattempo taglio la barbabietola e la cipolla a pezzi e le metto nel mixer e le inizio a frullare.
Pelo i cetrioli, li divido a metà ed elimino la parte centrale con i semi in modo da eliminare ogni traccia di amaro. Li aggiungo nel mixer e frullo il tutto.
Aggiungo un paio di cucchiai di acqua tiepida per rendere il composto un po’ più fluido. Quando il pane è pronto lo strizzo e vado a metterlo nel mixer. Frullo, aggiungo 3-4 cucchiai di olio per emulsionare il tutto e regolo di sale.
Il gazpacho a questo punto si presenterà come una crema molto densa quindi continuo ad aggiungere acqua (o brodo vegetale se preferite un piatto più saporito) fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Buon gazpacho, e buon Ferragosto, a tutti!

Zucchettis, ovvero spaghetti di zucchine

Tutto questo nuovo filone salutista ma alla ricerca comunque del piacere del cibo mi piace e mi diverte parecchio. Seguo con interesse deliciouslyella.com piuttosto che hemsleyandhemsley.com ed era da un bel po’ che avevo voglia di cimentarmi con questo piatto: Zucchettis, ovvero spaghetti di zucchine!

La cui facilità è disarmante. La cui bontà è tale che molti dei miei amici non si sono neppure accorti che non fosse una pasta con le zucchine ma delle zucchine travestite da pasta!

Credo possa essere perfetto anche per far mangiare qualche verdura in più ai bimbi

La ricetta base è veloce e davvero semplice. Si tratta banalmente di ridurre a julienne sottile delle zucchine. Ora se siete molto abili e pazienti con il coltello potete farlo a mano, altrimenti vi basterà acquistare un pela verdure a julienne come ho fatto io, oppure una specie di temperino per verdure che è nato apposta per fare piatti del genere. La spesa si aggira tra i 10 e i 15€ per un modello basic.

Come si fa

Sciacquate le zucchine poi riducetele a julienne. Se usate le classiche zucchine del supermercato, mettetele a fare acqua in uno scolapasta con un po’ di sale grosso, in modo da eliminare eventuali tracce di amaro.

Dopo un venti minute sciacquate e saltate velocissimamente in padella in modo da far perdere il grosso dell’acqua. Diciamo che in una stagione meno calda potete usare il forno per farle asciugare fino quasi a disidratarle e renderle così ancora più croccanti ma se avete troppo caldo o poco tempo pochi minuti a fuoco vivace in una padella antiaderente andranno benissimo!

A questo punto la nostra non-pasta è pronta e non vi resta che condirla, quindi spazio alla fantasia!

Io preparo un pesto frullando un avocado maturo con un filo d’olio, una bella manciata di basilico e un cucchiaio di pinoli o mandorle. Otterrete un pesto leggero e supercremoso grazie all’avocado, davvero da leccarsi i baffi!

zucchettis

Rainbow Cake

Mia sorella, come me, è nata in Agosto.  L’8 per la precisione. Oggi.

Nella mia mente i ricordi dei nostri compleanni da piccole è legata indissolubilmente ad una torta Saint Honoré gelato. O ad una crostata.

Quando mia sorella si è ammalata era maggio, 2011. Quel suo compleanno, i suoi 39 anni, me lo ricordo con molta precisione. Io ero a Londra e lei in Puglia, con i bimbi ed un gruppo di amici. Ho visto una torta a Londra, una Rainbow Cake e le ho immediatamente girato quella foto promettendole che a settembre, a Milano, avremmo festeggiato il suo compleanno con una torta così. L’ha mostrata alle sue amiche, a Lucia, a Federica e ai bimbi. Non avevo mai fatto una torta a strati, e non avevo mai ricoperto una torta con pasta di zucchero. Me la cavavo con la glassa, i biscotti e le cupcakes ma ancora non mi ero cimentata con qualcosa del genere.

E a settembre abbiamo festeggiato, con questa torta per lei. Abbiamo festeggiato da me il suo compleanno in ritardo, il mio compleanno in ritardo ed il matrimonio di Elena (sua cognata) e Marco in anticipo.

Ho rifatto questa torta in versione mignon solo una volta, per Luca, l’anno successivo. Non volevo intaccare quel pomeriggio così speciale rifacendo questa torta. Una torta Rainbow per te anche oggi Vale, con tutta la dolcezza che il dolore mi consente. Una torta Arcobaleno per te ed il naso all’insù per me stasera.

Somewhere over the rainbow
Way up high
There’s a land that I heard of
Once in a lullaby

Rainbow Cake

Ingredienti

4 uova
4 cucchiai di acqua bollente
175g zucchero alla vaniglia
100g amido di mais
100g di farina autolievitante
125g yogurt intero bianco
sale qb

Procedimento

Nel caso della mia torta ho utilizzato 1 volta e ½ questi ingredienti ed ho ottenuto 7 dischi di pan di spagna da 12 cm e con una buona altezza.

La cosa più importante è far montare bene i tuorli con l’acqua calda con uno sbattitore elettrico o una planetaria (che io in quel lontano settembre 2011 ancora non avevo… ma da lì ad un paio di mesi la mia vita in quanto a montare e impastare sarebbe cambiata!!!).

Quando sono molto spumosi aggiungo lo zucchero alla vaniglia (o lo zucchero e della vaniglia!) e continuo a montare. Se dovesse essere troppo denso aggiungo un cucchiaino di latte.  Continuo a montare, armandomi di pazienza, per circa 20’.

Dopodiché aggiungo lo yogurt e lo incorporo a mano, non con le fruste elettriche, poi setaccio farina ed amido e li vado a miscelare sempre usando un cucchiaio di legno (o del materiale che preferite!)

Monto gli albumi a neve fermissima e come ultima cosa li vado ad aggiungere a mano, mischiando dal basso verso l’alto.

A questo punto divido il composto in 7 ciotoline ed aggiungo del colorante alimentare in gel per ottenere i 7 colori dell’arcobaleno. Inforno e lascio raffreddare i dischi di pan di spagna su una gratella.

Io ho lavorato con 4 teglie alla volta, e per evitare che il composto degli ultimi 3 colori lievitasse troppo ho messo le ciotoline in frigo.

Il giorno della festa invece ho assemblato la torta farcendola con una crema al formaggio e ho ricoperto il tutto con pasta di zucchero bianca, per creare un contrasto molto netto con l’interno così colorato.

Poi ho preso dei pennarelli alimentari e con i miei due nipoti mi sono divertita a scrivere il nome Valeria e a decorare con qualche smarties colorato.

Come tutte le mie torte era ovviamente storta (il forno non è in bolla… o meglio non lo è il pavimento della cucina!) ma per essere la mia prima torta a piani mi posso ritenere soddisfatta. Di sicuro lo era mia sorella che ha fotografato questa torta in ogni modo e l’ha mostrata a colleghe ed amici con orgoglio. Se ci penso adesso sono stata proprio stupida a non averle chiesto quelle foto, sarebbero un piccolo ricordo in più. Ma il suo sorriso e la sua faccia quando ho tagliato la torta restano impressi nella mia memoria in modo davvero indelebile.

Rainbow Cake