Biscotti Sakura: omaggio alla primavera

Biscotti Primavera

Da anni amici e parenti mi definiscono “cintura nera di frolla”. I miei biscotti sono quindi diventati col tempo un mio vero e proprio cavallo di battaglia. La ricetta di base è sempre la stessa e di volta in volta mi diverto solo ad aromatizzarla in modi diversi, aggiungendo scorza di agrumi o fiori di lavanda o polvere di tea matcha o frutta disidratata in polvere. E’ una frolla davvero burrosa ed il suo segreto è il sale!

Ne preparo sempre una buona quantità e se avanza la surgelo e la tengo in freezer in modo da averne sempre una piccola scorta a portata di mano.

Per prepararla uso la planetaria. Metto 750 gr di farina e 500 gr di burro, freddo, tagliato a pezzetti. Uso un burro con i fiocchi di sale all’interno. Nel caso non lo troviate basta aggiungere alla farina un paio di cucchiaini di fiocchi di sale. Usando i fiocchi infatti non verrà solo stemperata la dolcezza della frolla ma si percepirà il sale in tutta la sua “croccantezza” ed è questo che la rende così speciale! Con un cucchiaio di legno mischio bene il burro in modo che sia ben distribuito nella ciotola della planetaria e non resti in superficie. Gancio K e lascio andare la planetaria fino ad avere un impasto sbriciolato. Aggiungo a questo punto 250 gr di zucchero a velo, 3 tuorli ed eventuali aromi. In questo caso, la scorza di un limone e circa un cucchiaino di succo. Riaziono la planetaria e quando l’impasto si trasforma in una palla, mi fermo. Una veloce impastata a mano, direttamente nella ciotola, poi divido l’impasto in 3 parti e le avvolgo nella pellicola trasparente. Le metto in frigorifero per almeno mezzora e poi inizio a stenderla e lavorarla un panetto alla volta, in modo da evitare che si scaldi troppo e tenga poco la forma scelta.

Per i miei Biscotti Sakura, un mio personalissimo omaggio al momento della fioritura dei ciliegi che viene celebrato in Giappone, uso dei fiori commestibili.

Ultimamente si trovano in diversi supermercati delle confezioni di insalata già pronta con dei fiori commestibili. Le compro, però i fiori non li servo con l’insalata ma li metto a seccare tra le pagine dei libri, chiusi tra dei fogli di carta forno. Poi una volta secchi li uso per decorare dolci e dolcetti. O biscotti, come in questo caso!

Stendo la frolla e ritaglio dei semplici biscotti circolari, li cuocio in forno già caldo a 180° per circa 6 minuti. Li tolgo dal forno, ne spennello con poco albume sbattuto la superficie, appoggio velocemente un fiore al centro di ogni biscotto e ricopro con  poco zucchero granulare. Rimetto i miei biscotti Sakura in forno per un paio di minuti in modo che albume e zucchero formino una piccola “crosticina”.

Una volta freddi li conservo in scatole di latta, durano un paio di settimane. Ma finiscono sempre molto, molto prima!

Biscotti Primavera

Felicità #6

felicita06

5 cose – piccole e sempre rigorosamente in ordine sparso – che rappresentano cosa per me è la felicità.

  • Il profumo della pizza sfornata in Drogheria la domenica mattina dopo la Messa. A Romanoro. Con mia nonna e mia sorella, più di 30 anni fa.
  • Quella luce rosa che ogni tanto al tramonto avvolge la città e mi sembra magica
  • La mia rosa cascante. Sembrava spacciata e invece è riesplosa in una fioritura a sorpresa!
  • Ritrovare una canzone che non ascoltavi da tempo grazie alla funzione shuffle dell’Ipod.
  • La voce di Mattia al telefono. “Ciao zia, come stai lì?”

 

Flower Power: come piace a me #6

Mi piacciono molto i fiori commestibili. Non è un segreto direi. Anzi. Ne uso a profusione.  So dove ordinarli, dove recuperarli all’ultimo minuto e dove trovo più o meno scelta. Eppure non avevo mai e dico mai pensato a come conservarli… il più a lungo possibile!

Ci è voluta tutta la creatività e la manualità di una seienne, Irene, per farmi venire una illuminazione!  Succede che una sera le propino una insalata con i fiori. Bella è bella, ma dopo aver assaggiato un paio di fiori Irene ha iniziato a prenderli uno ad uno e a metterli da parte. “Non li mangio. Sono belli, voglio provare a seccarli.” Così con molta attenzione li ha messi dentro una agendina e poi insieme abbiamo messo l’agendina sotto qualche libro perché restasse ben schiacciata. Dopo un paio di settimane ecco che i fiori erano perfettamente seccati. E quando dico perfettamente intendo proprio perfetti… piatti, integri, colorati.

Così ho iniziato anche io a seccare i fiori, mettendoli tra carta forno tra le pagine di qualche volume ben pesante. Ogni volta che uso dei fiori per decorare una torta o qualche dolcetto ecco che quelli che avanzano finiscono tra le pagine di qualche libro…

Potete ammirare il prima… ed il dopo!

FIOPRI-PRIMA-E-DOPO

Certo, uso molto i tageti secchi che trovo in erboristeria ma le viole così intatte ed integre sono un’altra cosa.  Tanto che sono giunta ad un vero e proprio Upgrade per quanto riguarda i miei Lollipops ai Fiori Commestibili versione Flower Power!

Il loro difetto più grande è che per incastonare per bene il fiore all’interno bisogna versare lo sciroppo in due tempi ottenendo così dei leccalecca con un discreto spessore. Ma i fiori commestibili secchi sono la soluzione!!! Basta appoggiare il fiore secco sul fondo dello stampo e versare un solo strato di sciroppo. Il fiore resterà immobile, “stampato” sul fondo del nostro lollipop che avrà quindi uno spessore davvero minimo! Secondo me poi non risentendo del calore, anche la forma dei fiori non viene minimamente compromessa ed il risultato è ancora più bello! Della serie, non si finisce mai di imparare… Anche, e soprattutto, dai seienni o giù di lì!!!!!

LOLLIPOPS-FIORI-SECCHI

Lollipop ai fiori commestibili

Impossibile presciderne questa settimana, “Perché Sanremo è Sanremo” come recitava uno storico jingle… Cosa c’è di più sanremese dei Fiori? Poco direi…

Cosa c’è di più sanremese delle Lollipop? Beh, ecco qui forse dovremmo  rispondere “molto”, ma chiamare una ricetta, chessò, “Jalisse ai fiori commestibili” non avrebbe sortito lo stesso effetto!!!

lollipop_sanremo

Ingredienti:
Fiori commestibili (si ordinano dal fruttivendolo, NON usate fiori a caso!)
225 gr di zucchero
110 gr  di glucosio
acqua

Vi serve anche:
Una pinzetta per maneggiare i fiori
Un termometro da zucchero
Pentolino con fondo spesso
Bastoncini, sennò che lecca lecca sarebbero?
Stampi in silicone

Per quanto riguarda gli stampi…se trovate quelli appositi, bene. Altrimenti non disperate!

Qualche tempo fa avevo deciso di preparare 40 lecca lecca a forma di coccinella per il compleanno della mia nipotina…sono diventata matta perché non riuscivo a trovare quelli adatti e non avevo abbastanza tempo per ordinarli online e aspettare la consegna…alla fine ho aguzzato l’ingegno: ho preso una teglia di silicone per muffins e l’ho resa a prova di leccalecca! Ho bucato gli stampi e ci ho infilato dentro gli stecchini: semplicissimo! Naturalmente continuo ad usarla anche per i muffins, basta un pirottino di carta ed il taglio non compromette in nessun modo il risultato!

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Procedimento
Mettiamo acqua, zucchero e glucosio nel nostro pentolino e lo mettiamo sul fuoco, inserendo il termometro da zucchero per tenere sottocchio la temperatura dello sciroppo.

Quando raggiunge i 150°C (viene indicato su molti termometri come punto di “hardcrack”) spegniamo e spostiamo il pentolino dal fornello. Se volete aggiungere un goccio di colorante o qualche aroma particolare questo è il momento giusto!

Generalmente non aggiungo nulla perché mi piace l’effetto trasparente, con qualche bolla e bollicina a vista, che si ottiene con lo sciroppo semplice. Mi raccomando, questo sciroppo è molto caldo quindi è bene lavorare con attenzione…

Iniziamo a versare un po’ di sciroppo negli stampi, si lascia rapprendere e raffreddare un poco e quindi arriva il momento più delicato, quello del fiore. Lo appoggiamo con attenzione sullo sciroppo e infine lo ricopriamo.

Se lo sciroppo fosse troppo caldo “friggeremmo” il fiore, quindi bisogna fare qualche tentativo prima di capire quale è il momento migliore… Generalmente uso delle pinzette per aiutarmi e per cercare di stendere ed “incollare” il fiore allo sciroppo nel modo più preciso possibile. Come sempre è davvero più difficile a dirsi (e scriversi!) che a farsi… Lasciamo raffreddare per almeno 30’ e poi stacchiamo i nostri lollipops dallo stampo. Et voilà!

P.s.: comunque a dirla tutta e senza fare troppo la snob a me “Batte Forte” (Lollipop – Sanremo 2002) non mi dispiace per nulla!!!!

3 minuti di dolcezza: guarda il video della ricetta